AmiCasoli risponde al sindaco Tiberini
L’ass. AmiCasoli scrive di nuovo all’amministrazione comunale di Casoli, dopo la risposta del sindaco Tiberini resa pubblica ieri sui social.
Ieri 15 febbraio 2026, il sindaco di Casoli Massimo Tiberini ha risposto alla lettera aperta dell’Ass. AmiCasoli, il cui contenuto del 10 febbraio può essere riletto in questo articolo.
Il sindaco ha risposto soffermandosi sulla sicurezza, su altri aspetti che riguardano le strutture temporanee e la tempistica, ma, non tocca il fulcro della questione sollevata dall’Associazione nella lettera aperta del 10 febbraio. Pertanto l’Associazione si è sentita in dovere di replicare chiarendo alcuni aspetti.
DI SEGUITO IL CONTENUTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA DELL’ASSOCIAZIONE ALLA LETTERA DEL COMUNE
In merito alla risposta dell’Amministrazione comunale, riteniamo opportuno intervenire per chiarire alcuni aspetti.
1. PROCEDURA RELATIVA AI RAMI
Nella nostra precedente comunicazione non è mai stato fatto alcun riferimento a un procedimento penale. Non abbiamo utilizzato tale espressione, né inteso rappresentare la vicenda in quei termini. Eventuali interpretazioni differenti non sono quindi riconducibili alla nostra lettera.
L’intervento sui rami non era previsto inizialmente. Durante le operazioni di installazione è emersa una criticità non anticipabile che ha reso necessario un intervento tempestivo e limitato.
L’Amministrazione è stata immediatamente contattata e un suo componente era presente al momento dell’intervento.
Non vi è stato alcun intento di agire autonomamente su un bene pubblico, ma esclusivamente la volontà di risolvere una situazione sopraggiunta in fase operativa. Alla luce di questa dinamica, riteniamo che l’avvio di un procedimento amministrativo appaia sproporzionato rispetto ai fatti.
2. PEDANA COMUNALE
In sede di Commissione di Pubblico Spettacolo non risulta alcun parere negativo formalizzato sulla pedana comunale: nel verbale non è riportata alcuna bocciatura tecnica.
Verbalmente sono state richieste alcune caratteristiche della struttura ed è stato indicato che sarebbe stato necessario produrre un semplice documento attestante il corretto montaggio. Circostanza ben diversa dall’affermare che la pedana non fosse utilizzabile.
Se la struttura non fosse stata idonea, appare legittimo domandarsi se la stessa sia stata ritenuta conforme e utilizzabile negli eventi precedenti in cui è stata impiegata.
Una comunicazione chiara e tempestiva avrebbe consentito di produrre la documentazione richiesta senza generare difficoltà organizzative a ridosso dell’evento.
3. SICUREZZA E TEMPISTICHE DOCUMENTALI
Respingeremo sempre con fermezza qualsiasi dubbio sulla nostra attenzione al tema della sicurezza.
Abbiamo seguito in modo rigoroso tutte le indicazioni fornite dai tecnici e dai professionisti coinvolti.
Per completezza, riepiloghiamo le modalità e le tempistiche con cui l’associazione ha operato:
– richiesta formale inviata via PEC in data 6 agosto;
– primo incontro informale presso il Comune il 10 novembre, durante il quale ci viene comunicato che la Commissione di Pubblico Spettacolo era scaduta e doveva essere ricostituita;
– 27 novembre: primo invio ufficiale della documentazione richiesta;
– 9 dicembre: primo incontro ufficiale della Commissione con prime indicazioni sulle integrazioni necessarie (in assenza della ASL);
– 30 dicembre: sopralluogo della Commissione con assenza della ASL, non convocata dal Comune, e posticipo della seduta conclusiva;
– 31 dicembre: Commissione finale al completo, con documentazione integrata ed esito pienamente positivo.
Le integrazioni richieste sono state prodotte nei tempi indicati dalla Commissione stessa. Lavorare fino agli ultimi giorni non è stato indice di superficialità, ma conseguenza delle scadenze formalmente assegnate e della necessità di recepire indicazioni tecniche fornite in itinere.
Riteniamo inoltre non pertinente il richiamo a quanto accaduto recentemente in Svizzera: situazioni maturate in contesti completamente differenti non possono essere utilizzate come termine di paragone rispetto alla realtà locale, dove ogni passaggio tecnico è stato affrontato con il supporto di professionisti qualificati e con esito positivo.
La sicurezza è un valore condiviso e non dovrebbe diventare elemento di contrapposizione.
Gestire un’associazione e amministrare un Comune sono ruoli diversi, ma entrambi condividono una responsabilità verso la comunità.
Rileviamo infine che alcuni punti centrali della nostra precedente comunicazione non hanno ricevuto risposta, in particolare la mancata sistemazione dei servizi igienici della villa comunale e le difficoltà organizzative legate a comunicazioni tardive.
Si tratta di questioni concrete che incidono direttamente sull’operatività delle associazioni e che meritano un chiarimento puntuale.
Ribadiamo la nostra disponibilità a un confronto serio e costruttivo, nell’interesse della comunità.
