17 Aprile 2024
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Omicidio Fiorentino, oggi i funerali di Paolo a Casoli nella chiesa di Santa Reparata

Dopo circa una settimana dalla tragica scomparsa di Paolo Fiorentino, accoltellato a Marina di Carrara in uno stabile abbandonato che occupava abusivamente insieme ad un palermitano 67enne, torna la salma nel suo paese d’origine, dove alle ore 10:00 di questa mattina si svolgeranno i funerali a Santa Reparata.

Paolo Fiorentino nella sua casa in largo Scalelle nel borgo antico di Casoli. Dietro di lui, la foto della mamma che perse quando era ancora adolescente. Foto del 2013

Hanno scritto tanto i giornali di Massa Carrara su questo efferato omicidio, scoperto alle prime ore del mattino di Giovedì 13 gennaio 2022, da un’amica di Paolo, che saltuariamente l’aiutava, prendendosi cura anche della sua cagnolina Sheela, adottata da poche settimane. Quella mattina Fiorentino non rispondeva al telefono, così la donna, preoccupata, alle 8:00 si è recata presso l’alloggio, trovandosi di fronte il cadavere del povero Paolo nel corridoio. In quel momento usciva di corsa il presunto assassino che si recava in caserma per costituirsi. L’orario della morte sarà stabilita dalle informazioni acquisite durante l’autopsia, perchè potrebbe risalire a qualche ora prima della scoperta dell’omicidio, lasciando presupporre che il Di Blasi abbia passato la notte a fianco del corpo senza vita di Paolo.

Non si conoscono ancora i motivi del violento litigio, iniziato prima con le botte e finito in tragedia con un coltello da cucina. Il Di Blasi aveva una seria ferita alla mano, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere, per cui non sono emersi altri particolari circa la colluttazione degenerata in omicidio. Un particolare da non trascurare, è l’avviso di sgombero che Paolo aveva ricevuto dal sindaco. A inizio dicembre infatti, il Comune di Marina di Carrara, rilevando la presenza abusiva della vittima nell’ex colonia, ha immediatamente emesso un provvedimento con ordinanza di sgombero previsto per il prossimo 25 gennaio. Molto probabilmente, questa ordinanza aveva generato anche uno stato di angoscia e tensione nella vittima. Le indagini per capire bene cos’è successo quella notte o quella mattina presto, sono in mano ai Ris di Roma.

A provare a ricostruire gli ultimi mesi di Di Blasi è chi ha avuto modo di conoscerlo bene: il responsabile della San Vincenzo de Paoli Ferdinando Mazzoni che lo ha descritto come una persona incline alla violenza e che rifiutava qualsiasi aiuto, anche il disintossicarsi dall’alcool. Il presunto assassino che non era incensurato e qualche soldo ce l’aveva, perchè percepiva anche il reddito di cittadinanza, si legge in un articolo de “La Nazione” di ieri 18 gennaio, di cui riportiamo qualche rigo in merito alla figura di Paolo:
Come associazione – ha detto il responsabile della San Vincenzo – non abbiamo mai seguito Paolo Fiorentino, ma chi ha avuto a che fare con lui, racconta di una persona buona e generosa” .

Sì, Paolo era ben visto dagli abitanti di Marina di Carrara, superate le prime diffidenze, l’aiutavano e oggi ne parlano descrivendolo come una persona buona e innocua. Nell’articolo seguente apparso su “LA NAZIONE” di Massa Carrata del 15 gennaio, è possibile leggerne una descrizione.

La vita di Paolo non è stata facile sin dalla nascita. Nato a Casoli il 31 luglio del 1975 da una famiglia povera perde la mamma quando era ancora adolescente. Una casa in comproprietà in realtà lui ce l’aveva, non era un senza tetto, lo è stato solo per scelta o per necessità, tant’è che nell’estate del 2013, si accampò nella piazzetta davanti casa nel Borgo antico di Casoli, per protestare contro il taglio di due servizi: la luce e il gas. Lui le bollette non le pagava, non poteva pagarle non avendo un lavoro, ma anche un lavoro a tempo determinato qualche anno prima l’aveva avuto. L’ottenne tramite un servizio di “Borse Lavoro” attivato dall’allora Comunità Montana nei comuni dell’Ambito 20.

A Casoli ebbe anche qualche vicenda giudiziaria legata a fatti che non conosciamo, ma che qualche anno fa gli costò le domiciliari, proprio lì, in quella casa nel Borgo. Comunque a Casoli ci sono sempre state manifestazioni di solidarietà da parte di cittadini che avevano compreso la sua condizione di disadattato ed anche la Caritas locale, fungeva da punto di riferimento per i beni di prima necessità. Nel 2014, aveva cercato di mettere su famiglia sposandosi (guarda le foto), ma il matrimonio dopo breve tempo non ebbe una buona riuscita.

Dopo questa ennesima esperienza negativa, ha preferito tornare a cercare fortuna altrove, fuori del paese e della sua regione, iniziando il periodo del vagabondaggio tra una città e l’altra (Pescara, Bologna, Milano), tornando per brevi periodi a Casoli in compagnia di donne con cui ha tentato invano la convivenza. Infine si è stabilito a Marina di Carrara, dove ha vissuto da clochard fino al giorno della sua triste fine.

Paolo lascia il padre Giuseppe, la sorella Cinzia, il cognato Nicola e la piccola nipotina Fancesca. Unendoci al dolore dei suoi familiari, porgiamo le nostre più sentite condoglianze.

Paolo Fiorentino con uno dei suoi due cani in largo Scalelle nel Borgo antico di Casoli. Foto del 2013
Un post pubblicato su uno dei profili FB di Paolo con un commento che oggi ci fa riflettere

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