12 Giugno 2024
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Lettera aperta della dirigente scolastica dell’ I. C. “De Petra” al Sindaco Tiberini

La lettera della preside Serafina D’Angelo, è la replica all’intervista fatta al sindaco di Casoli durante la trasmissione “Di tutto di più” negli studi di “Video Città” il 4 marzo 2022.

Ciò che sta a cuore alla dirigente scolastica, oltre alla sicurezza della scuola, è la cura dei bambini, che nessun omnicomprensivo potrà mai compiere, finché saranno considerati solo dei numeri per la “difesa del territorio”.

Carissimo Sindaco, dopo aver ascoltato la sua intervista a una emittente locale, sento la necessità di fare qualche riflessione sulla scuola di cui tanto parla negli ultimi tempi.

Rinnovo l’invito per un confronto aperto e costruttivo, anche se in questo momento gradirei più un feedback su un incontro, richiesto e necessario, relativo alle problematiche sulla sicurezza scolastica che sinceramente mi preoccupano molto di più di un eventuale dimensionamento. In effetti anche se la tragedia è stata evitata solo grazie alla prontezza del personale scolastico intervenuto, non riesco a non pensare a quello che sarebbe potuto accadere e a quello che potrebbe accadere rispetto a una questione che mi vedeva tranquilla, vista la grande risonanza della tematica sicurezza nell’edificio in questione.

Ma non è di questo che intendo parlare, né mi pare opportuno ripetere nuovamente quanto già scritto sulla tematica dimensionamento in merito a: normativa di riferimento che lei pare ignorare con grande disinvoltura; situazioni che reitera sempre con i medesimi contenuti senza tenere in considerazione le altre argomentazioni (cito ad es Omnicomprensivo di Guardiagrele che è altra cosa come sa, ma non dice volutamente), storie completamente diverse degli omnicomprensivo citati; e alle tre scuole in reggenza da vari anni in provincia di Chieti, sulle cui criticità era stato richiesto un intervento da parte della Regione ignorato completamente in Provincia, sul cui primo tavolo tecnico appare quasi casualmente Casoli e a chiusura dei tavoli, le tre scuole in reggenza con criticità storiche, magicamente scompaiono e in Regione viene portata solo la proposta di Casoli.

Desidero invece parlarle di ciò che più sta a cuore a un dirigente scolastico, ossia i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze di Casoli, Altino e Palombaro. Desidero parlare di loro perché dietro i numeri ci sono i loro sguardi, le loro storie, i loro vissuti non sempre facili. Preferisco parlare di loro e delle loro famiglie che in questi pochi anni sto imparando a conoscere.

Caro sindaco, ho gestito per tanti anni una scuola che ha raggiunto i 1400 alunni. E le assicuro che non mi interessa guadagnare di più come ha fatto intendere nell’intervista, mi interessa lavorare bene e in profondità per prendermi cura della scuola che dirigo con l’aiuto prezioso di docenti e Ata A Chieti ho ancora rapporti con molti genitori, soprattutto con quelli con cui ho condiviso storie forti di disabilità, disagio e sofferenza.

Non è facile occuparsi di 1400 alunni, pensando ogni giorno a come puoi stare al loro fianco, risolvere tempestivamente i problemi che si presentano, ascoltare anche in orari non propriamente scolastici docenti e genitori. Sicuramente mi è più facile qui dove il numero è minore ma dove le difficoltà non mancano perché le difficoltà fanno parte della vita di ognuno e la scuola è prima di tutto VITA Per sintetizzare (altrimenti potrei scrivere un romanzo) le racconto di una sfida che pareva impossibile e che stiamo invece gestendo, la storia di un piccolo con una grave patologia che vive a Casoli.

Le racconto la complessità di gestione di una bimba con disabilità e la collaborazione dei genitori grazie ai quali abbiamo trovato una soluzione che pareva impossibile.

Le racconto di un ragazzo che abbiamo accompagnato nel passaggio alla secondaria tra mille dubbi e paure.

Le racconto di una bimba che ha una forza straordinaria e ogni giorno combatte e dona il suo sorriso e la sua energia ai compagni di classe.

Le racconto di bimbi spaventati prima dal Covid ed ora dalla guerra, delle loro fragilità de delle nostre preoccupazioni.

Le racconto di vissuti familiari di sofferenza e dei numerosi tentativi di meditazione, collaborazione e condivisione di strategie risolutive.

Le racconto di adolescenti fragili e dei numerosi incontri con tantissimi operatori perché se non molli e ci lavori giorno e notte una soluzione la trovi. Le racconto di adolescenti in cerca di identità, spaventati e in cerca di rassicurazioni da adulti di riferimento.

Le racconto dei molteplici incontri con psicologi, psicoterapeuti, assistenti sociali.

Le racconto di mamme che non parlano italiano, di bimbi stranieri al loro primo ingresso in una scuola italiana, delle difficoltà culturali e spesso anche economiche, della loro dignità e forza.

Perché se le loro storie non diventano le tue storie, se i loro volti non ti vengono in mente di notte insieme ai volti dei tuoi figli, non ti stai prendendo cura di loro, ma li stai gestendo come fossero numeri.

La scuola di Don Milani che si prende cura di ognuno è la scuola che sento più vicina alla vision del dirigente scolastico , che deve essere al servizio della comunità di appartenenza. Lei pensa che in un omnicomprensivo si possa dare ai nostri alunni ciò di cui veramente hanno bisogno, oltre le routine scolastiche? Io penso di no e ho dalla mia la normativa, rilanciata dalle linee di indirizzo dei piani di dimensionamento di tutte le regioni italiane. Questo voler anticipare a tutti i costi è senza reale necessità che lei chiama lungimiranza avrebbe un costo alto per i nostri alunni. Generalmente i Sindaci si battono per avere più scuole sui loro territori non per farne chiudere qualcuna senza reale necessità. Perché, carissimo Sindaco, si lavora meglio con un numero limitato di alunni. E per questo oggi abbiamo anche una deroga nazionale che lei finge di ignorare.

Tutti i sindacati, a livello nazionale, chiedono a gran voce la riduzione dei parametri numerici scolastici per avere scuole di qualità. Lei mi perdoni si improvvisa uomo di scuola e va in controtendenza e proclama la qualità di una scuola grande e complessa, adducendo come motivazione addirittura quella che i ragazzi dalle terze medie resterebbero a Casoli quanto sa benissimo che sarebbero sempre i genitori a scegliere, esattamente come fanno oggi.

La frase poco adatta a un contesto educativo da lei utilizzata nell’intervista I maggiori azionisti sono Provincia e USR… forse delinea la sua idea di scuola che evidentemente non coincide con la vision di altri sindaci del territorio. La prego perciò di lasciare da parte demagogia e difesa del territorio che non ha bisogno ora delle sue battaglie. Venga a scuola, le faccio incontrare i bimbi e i ragazzi di cui ho parlato e tanti altri con storie da raccontare. Li guardi negli occhi, li osservi, li ascolti e poi parli di SCUOLA.

PS: mi perdoni ma l’arroganza con cui ha parlato dei bimbi di Palombaro mi offende come dirigente del comprensivo e come cittadina palombarese. I bimbi non sono 30 ma anche se fossero solo 10 avrebbero gli stessi diritti di tutti gli altri. La invito a leggere il documento Indire sulle piccole scuole (rete nazionale di cui facciamo parte) e sulle loro grandi opportunità. Chiederò scusa io ai nostri bimbi per lei. Con il rispetto di sempre, La saluto cordialmente

IL DIRIGENTE SCOLASTICO Serafina D’ANGELO

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